30 maggio 2008
Ieri siamo stati Gimo ed io al Carcere di S.Bona per verificare i possibili sviluppi delle attività lavorative con i detenuti.
Abbiamo riscontrato un sacco di cose buone: dalla voglia di lavorare dei detenuti coinvolti nel programma alla disponibilità dell’amministrazione penitenziaria e delle guardie, dalla fattiva collaborazione della Cooperativa Alternativa che si occupa della logistica alla reattività di tutti verso nuove realizzazioni.
In estrema sintesi si è ipotizzato di creare un’organizzazione di questo tipo:
- una piattaforma logistica presso la Cooperativa Alternativa a Vascon (TV), dotata di ampi spazi e di personale in fase di rieducazione e reinserimento sociale
- un laboratorio ben attrezzato dentro al carcere dove ricondizionare i PC
- un portale web per raccogliere sia le offerte di donazione dei PC in via di dismissione che le domande di ricevimento. Sulle donazioni metteremo dei requisiti minimi (i PC debbono funzionare, essere in buono stato ed avere alcune caratteristiche base). Dovremmo decidere che fare per i monitor) e le domande dovranno essere qualificate. Abiliteremo alcune categorie, da definire (carceri, associazioni no profit, scuole…?) e progetti speciali da valutare di volta in volta
- sarà chiesto al destinatario un costo minimo a forfait per le spese logistiche di consegna
- la donazione non comprende servizi di assistenza nè garanzia (le unità saranno consegnate colludate)
- abbiamo ipotizzato di ricondizionare 500 PC nel primo anno, 1000 nel secondo, 2000 nel terzo. Perchè la cosa abbia senso è necessario raggiungere uno zoccolo duro di almeno 1000 PC/anno (lavoro per 2-3 detenuti) e mantenerlo per alcuni anni
Come vi sembra?
Giorgio
mi sembra un’idea eccellente con molteplici valenze.
Le tre principali a mio avviso : lavoro ai detenuti, riciclo di hardware ancora in buono stato, minor inquinamento per il pianeta.
Proprio oggi mi hanno segnalato la disponibilità di alcuni computer apple quadra che devono essere sostituiti per un aggiornamento hardware ma ancora in ottimo stato e funzionanti.
ciao.
maurizio.
ho sentito molti componenti del direttivo e sono entusiasti del progetto. sicuramente ISF sarà disponibile ad investire cifre significative che garatirne il funzionamento
Il mio parere, che ho già condiviso a voce con Gimo, Fabrizio e Vico, è che il progetto debba contemplare il ciclo completo di “rivitalizzazione” dei vecchi PC, includendo quindi non solo la fase di recupero e ricondizionamento dei PC, ma anche (e io dico soprattutto) la parte relativa alla “vendita”: chi sono i soggetti interessati ad avere i PC, che uso ne faranno, che software montare, che “canali di vendita” attivare, ecc….
Propongo quindi di fare una seria riflessione anche su questo fronte e confrontarci con chi già fa questa attività da tempo.
Letture suggerite:
http://trashware.linux.it/wiki/TrashWiki
http://www.binarioetico.org/
Giustissima l’attenzione richiamata da Gigi sull’impiego finale, determinante per il successo pieno dell’iniziativa.
Dal momento in cui si dovesse decidere di partire credo che fioccheranno temi, opportunità e criticità da affrontare.
Ad esempio, ragionavo sulla possibilità di mettere a disposizione i PC “refurbished” oltre che per organizzazioni e finalità sociali, e quindi “sottocosto”, anche a chiunque volesse contribuire al progetto rifinanziandolo con l’acquisto a prezzi di mercato.
Ovvero l’idea potrebbe essere quella di attivare anche un secondo canale di vendita dei PC senza vincoli sociali con la forte motivazione dell’impegno a reinvestire i soldi pagati per lo sviluppo e potenziamento di questa stessa attività.