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3 luglio 2008

Telefoni cellulari contro il digital divide?

digital-divide-africa.jpg

Provate per un attimo a mettervi nei panni di un abitante di un villaggio africano, di un nostro anziano (non serve neanche tanto vecchio!) o di un valligiano e chiedetevi: cosa ne sarà di noi, visto che tutti e tutto, compresi i servizi pubblici, stanno andando verso la rete, escludendoci di fatto dal futuro delle reti sociali?

Il non sarà colmato finchè ci saranno così tante barriere all’accesso al Web: la banda larga (sia come disponibilità che come costo), il possesso e l’utilizzo di un PC (che così semplice per tutti non è), la gestione dei problemi (spesso drammatico, ad esempio per un anziano).

La mia visione è che tutte le persone dovranno essere nelle condizioni di potersi connettere facilmente alla rete, partecipare alla vita moderna e ricevere così senza difficoltà i servizi per loro importanti.

Questo potrà avvenire secondo me molto meglio con wireless e cellulari di nuova generazione (la via finlandese) che la persona si può portare con sè, piuttosto che con banda larga cablata e PC, che si identificano rigidamente con un luogo.

Digital Divide

In Italia abbiamo passato i 60.000.000 di cellulari attivi, siamo numeri 1 nel rapporto cellulari/abitanti e le
ns aziende sono i leader mondiali nel mercato del Mobile content.

Sembra mancare però ancora un’ “offerta sociale”, visto che gli operatori di questo mercato si rivolgono soprattutto ai ragazzini (giochi, suonerie ecc), a chi viaggia (ad esempio i servizi georeferenziati) o ai colletti bianchi (applicazioni professionali)

In Italia aziende e volontariato potrebbero fare delle cose di grande rilevanza sociale lavorando in un campo, quello dei servizi alla persona su telefoni cellulari, dove siamo per una volta i capofila mondiali.

Che ne pensate?
Si sta forse già muovendo qualcosa in silenzio?
C’è qualche proposta di progetto di utilità sociale per i volontari di Informatici senza Frontiere su strumenti mobili/cellulari? Saremmo molto interessati a valutarle, è la nostra missione!

scritto da           ISF Informatici Senza Frontiere Categoria Digital divide
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ISF Informatici Senza Frontiere 3 commenti

Commenti

  1. Giorgio scrive:

    Caro Gigi,
    la mia è una visione, che si proietta al futuro.
    Ma credo che si possa già oggi fare delle cose interessanti superando i limiti che giustamente evidenzi.

    Per esempio creando applicazioni verticali che utilizzano interfacce touch screen estremamente semplici anche per ipovedenti.

    O addirittura usando altre interfacce come speech to text e viceversa, sensori applicati al corpo, accelerometri.

    C’è solo da pensarcie e sbizzarrirsi con le idee per trovare quelle giuste!!

  2. gigi scrive:

    Le tue considerazioni sono molto interessanti e condivisibili.
    Non sono al corrente di eventuali attività di volontariato in questo senso.
    So invece di interessanti studi e prototipi condotti dal politecnico di milano con gruppi di non vedenti/ipovedenti per garantire l’accessibilità.
    Credo che da queste iniziative (come altre con cui siamo in contatto, sempre relative a non vedenti) possiamo trarre diversi spunti per migliorare l’accessibilità anche per quelle diffuse popolazioni di “handicappati tecnologici” come me, che per questioni di età, di presbiopia, di scarsa dimestichezza con tasti e tecnologie farebbero fatica ad approcciare il mondo del “mobile” così come si presenta oggi.

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