Giustissima l’attenzione richiamata da Gigi sull’impiego finale, determinante per il successo pieno dell’iniziativa.
Dal momento in cui si dovesse decidere di partire credo che fioccheranno temi, opportunità e criticità da affrontare.
Ad esempio, ragionavo sulla possibilità di mettere a disposizione i PC “refurbished” oltre che per organizzazioni e finalità sociali, e quindi “sottocosto”, anche a chiunque volesse contribuire al progetto rifinanziandolo con l’acquisto a prezzi di mercato.
Ovvero l’idea potrebbe essere quella di attivare anche un secondo canale di vendita dei PC senza vincoli sociali con la forte motivazione dell’impegno a reinvestire i soldi pagati per lo sviluppo e potenziamento di questa stessa attività.
Il mio parere, che ho già condiviso a voce con Gimo, Fabrizio e Vico, è che il progetto debba contemplare il ciclo completo di “rivitalizzazione” dei vecchi PC, includendo quindi non solo la fase di recupero e ricondizionamento dei PC, ma anche (e io dico soprattutto) la parte relativa alla “vendita”: chi sono i soggetti interessati ad avere i PC, che uso ne faranno, che software montare, che “canali di vendita” attivare, ecc….
Propongo quindi di fare una seria riflessione anche su questo fronte e confrontarci con chi già fa questa attività da tempo.
Letture suggerite:
ho sentito molti componenti del direttivo e sono entusiasti del progetto. sicuramente ISF sarà disponibile ad investire cifre significative che garatirne il funzionamento
mi sembra un’idea eccellente con molteplici valenze.
Le tre principali a mio avviso : lavoro ai detenuti, riciclo di hardware ancora in buono stato, minor inquinamento per il pianeta.
Proprio oggi mi hanno segnalato la disponibilità di alcuni computer apple quadra che devono essere sostituiti per un aggiornamento hardware ma ancora in ottimo stato e funzionanti.
ciao.
maurizio.
Giustissima l’attenzione richiamata da Gigi sull’impiego finale, determinante per il successo pieno dell’iniziativa.
Dal momento in cui si dovesse decidere di partire credo che fioccheranno temi, opportunità e criticità da affrontare.
Ad esempio, ragionavo sulla possibilità di mettere a disposizione i PC “refurbished” oltre che per organizzazioni e finalità sociali, e quindi “sottocosto”, anche a chiunque volesse contribuire al progetto rifinanziandolo con l’acquisto a prezzi di mercato.
Ovvero l’idea potrebbe essere quella di attivare anche un secondo canale di vendita dei PC senza vincoli sociali con la forte motivazione dell’impegno a reinvestire i soldi pagati per lo sviluppo e potenziamento di questa stessa attività.
Il mio parere, che ho già condiviso a voce con Gimo, Fabrizio e Vico, è che il progetto debba contemplare il ciclo completo di “rivitalizzazione” dei vecchi PC, includendo quindi non solo la fase di recupero e ricondizionamento dei PC, ma anche (e io dico soprattutto) la parte relativa alla “vendita”: chi sono i soggetti interessati ad avere i PC, che uso ne faranno, che software montare, che “canali di vendita” attivare, ecc….
Propongo quindi di fare una seria riflessione anche su questo fronte e confrontarci con chi già fa questa attività da tempo.
Letture suggerite:
http://trashware.linux.it/wiki/TrashWiki
http://www.binarioetico.org/
ho sentito molti componenti del direttivo e sono entusiasti del progetto. sicuramente ISF sarà disponibile ad investire cifre significative che garatirne il funzionamento
mi sembra un’idea eccellente con molteplici valenze.
Le tre principali a mio avviso : lavoro ai detenuti, riciclo di hardware ancora in buono stato, minor inquinamento per il pianeta.
Proprio oggi mi hanno segnalato la disponibilità di alcuni computer apple quadra che devono essere sostituiti per un aggiornamento hardware ma ancora in ottimo stato e funzionanti.
ciao.
maurizio.