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Tecnologia digitale applicata alla formazione scolastica
dei non vedenti di Beira, Mozambico

Il progetto, che proseguirà fino al dicembre del 2018, è partito dalla volontà di dare autonomia, maggiori possibilità di accesso alle lezioni scolastiche e, conseguentemente, maggiori possibilità lavorative e di integrazione sociale, ai ragazzi ospiti del “Centro per non vedenti” I.D.V. di Beira, in Mozambico.

L’Istituto si trova nella città di Beira, provincia di Sofala, Repubblica del Mozambico, città nella quale si concentra il 42% del territorio e della popolazione del Mozambico. Il centro è in realtà nato nel 1969 con lo scopo di aiutare i bambini affetti da cecità per opera del Dott. Assis Milton, un medico portoghese molto attento a questa problematica che, già da allora, colpiva una percentuale molto alta di bambini. L’Istituto è ora un centro specializzato per non vedenti che raccoglie ben 107 bambini provenienti da tutto il paese di cui 84 sono interni, mentre gli altri alla sera fanno ritorno alle famiglie.

L’età media dei bambini è fra i 5 e i 14 anni, ma ci sono anche alcuni ragazzi più grandi ed adulti in riabilitazione.

Gli ospiti dell’Istituto tra il 2012 ed il 2016, sono stati impegnati in progetti realizzati da Informatici Senza Frontiere onlus e portati avanti da una volontaria dell’associazione che ha creato in questi anni in loco un’aula di informatica, una Biblioteca Virtuale ed ha insegnato ai ragazzi ad usare le tecnologie informatiche.

Il presente progetto prosegue l’attività fatta fino ad oggi a Beira dando lavoro ad un insegnante locale che svolgendo anche funzioni di tutor alla Biblioteca Virtuale. Vuole, inoltre, offrire sempre maggiori possibilità di autonomia, di studio e di integrazione ai ragazzi non vedenti ospiti del centro che sono stati anche dotati di appositi notebook e lettori mp3 in sostituzione delle macchine braille, molto rumorose. In questo modo gli studenti possono seguire e scrivere direttamente gli appunti sul computer.

Lo scopo del progetto è quello di aiutare queste persone ad essere sempre più indipendenti ed integrate nella loro società che, purtroppo, ancora oggi è fortemente discriminante per le persone disabili.

Progetto sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese