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NOME INIZIATIVA


Detenuti hi-tech: progetto carcere di Santa Bona, Treviso.

 

DESCRIZIONE INIZIATIVA


Il progetto con il Carcere di Santa Bona di Treviso nasce in un contesto difficile e spesso non valorizzato nelle sue potenzialità: quello dei Centri Territoriali Permanenti, centri di accoglienza e recupero di detenuti autori di cosidetti “reati minori”.

 

La realtà dei CTP si propone di dare ai detenuti una formazione e alfabetizzazione primaria, garantendo lo sviluppo di saperi che possano offrire, al termine della detenzione, opportunità di inserimento nel mondo lavorativo.

 

Informatici Senza Frontiere, in collaborazione con ATON e Alternativa Cooperativa Sociale, ha avviato a partire dall’ottobre 2007 un progetto molto importante insieme agli insegnanti del CTP Treviso 2.


 

Il progetto prevede attività formative di carattere informatico, che vengono svolte all’interno del carcere a supporto o integrazione dei corsi già previsti dai piani didattici del CTP. Ai corsi partecipano regolarmente alcuni gruppi di detenuti, che hanno la possibilità anche dell’uso pratico dei pc, grazie all’installazione di un sistema informativo interno al carcere, che permette il supporto alla didattica.

 

 

In un secondo momento, inoltre, è stato realizzato all’interno del carcere un piccolo laboratorio tecnologico: al suo interno, i detenuti imparano a riparare hardware e componenti informatiche, e gestiscono la riparazione di macchine provenienti dall’esterno.

 

Il lavoro nel laboratorio permette di sviluppare delle competenze professionali specifiche che possono trasformarsi, un domani, in seria possibilità di inserimento nella società.

 

 

Con formazione sia pratica che teorica, dunque, il progetto di Informatici Senza Frontiere offre ai detenuti del carcere la possibilità di crearsi un bagaglio di esperienze e competenze per un futuro di inserimento e recupero dopo il periodo detentivo.

 

 

L’obiettivo principale del progetto è quello di rendere produttiva la detenzione e agevolare il futuro reinserimento dei detenuti nel mondo del lavoro attraverso una riqualificazione della loro professionalità. Si tratta di un obiettivo fondato perché in stretta relazione con il business dell’impresa. Le attività svolte dai detenuti consentono loro di guadagnare una retribuzione, di impegnare proficuamente i lunghi tempi delle detenzioni e di acquisire competenze per loro di alto livello, ben considerate nel mercato del lavoro.

 

Ad oggi sono stati riparate oltre 2100 unità con una media di 30 a settimana.

 

Il personale impiegato in carcere sembra motivato, impegnato e capace. Per i detenuti l’opportunità di lavorare è particolarmente importante per impiegare la loro detenzione in modo costruttivo, per il riconoscimento economico che ottengono e per avere maggiori chance di reinserimento a fine pena.


 

 

ALTRI ENTI COINVOLTI (ONLUS, ISTITUZIONI, SPONSOR)


 

 

 


 

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httpv://www.youtube.com/watch?v=QXfeiCgGX8I

 

 

 

 

 

 

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