Home > News > Telefoni cellulari contro il digital divide?

Provate per un attimo a mettervi nei panni di un abitante di un villaggio africano, di un nostro anziano (non serve neanche tanto vecchio!) o di un valligiano e chiedetevi: cosa ne sarà di noi, visto che tutti e tutto, compresi i servizi pubblici, stanno andando verso la rete, escludendoci di fatto dal futuro delle reti sociali?

Il Digital divide non sarà colmato finchè ci saranno così tante barriere all’accesso al Web: la banda larga (sia come disponibilità che come costo), il possesso e l’utilizzo di un PC (che così semplice per tutti non è), la gestione dei problemi (spesso drammatico, ad esempio per un anziano).

La mia visione è che tutte le persone dovranno essere nelle condizioni di potersi connettere facilmente alla rete, partecipare alla vita moderna e ricevere così senza difficoltà i servizi per loro importanti.

Questo potrà avvenire secondo me molto meglio con wireless e cellulari di nuova generazione (la via finlandese) che la persona si può portare con sè, piuttosto che con banda larga cablata e PC, che si identificano rigidamente con un luogo.

In Italia abbiamo passato i 60.000.000 di cellulari attivi, siamo numeri 1 nel rapporto cellulari/abitanti e le nostre aziende sono i leader mondiali nel mercato del Mobile content.

Sembra mancare però ancora un’ “offerta sociale”, visto che gli operatori di questo mercato si rivolgono soprattutto ai ragazzini (giochi, suonerie ecc), a chi viaggia (ad esempio i servizi georeferenziati) o ai colletti bianchi (applicazioni professionali)

In Italia aziende e volontariato potrebbero fare delle cose di grande rilevanza sociale lavorando in un campo, quello dei servizi alla persona su telefoni cellulari, dove siamo per una volta i capofila mondiali.

Che ne pensate?

Si sta forse già muovendo qualcosa in silenzio?

C’è qualche proposta di progetto di utilità sociale per i volontari di Informatici senza Frontiere su strumenti mobili/cellulari? Saremmo molto interessati a valutarle, è la nostra missione!